pensieri e parole alla sanfasò...
Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, e nulla di più. - Oscar Wilde
Caru cumpari,
non s’apprioccupasse, mortu nun sugnu.
Sulo tinivu picca gana d’arrispunniri ai troppi assà missaggi augurali per una fistività di cui sinceramente non minni futte una beneamata. Ma pi vossia è dovirosu fari cizzione.
Lu travagghiu ca sapi è già finuto, in un vidiri e uno svidiri; mi sono pirsuaso di aver fatto cosa bona a cittari nonostante la paga da nenti, ma per più dittagliati risoconti è d’uopo sintiricci allu tilifonu.
Intanto addumani minni vaiu per tanticchia di jurni in Franza con una fiminazza tidisca, ahimè non priva di pilu, ma ghiotta assà di vinu e d’augellu. Vedrò di fari o miu megghiu pi soddisfarilla.
Abbrazzo te e quella grannissima coppolazza di minchia,
e ti auguro un felice 2007.
Ci sentiamo al mio ritorno,
compare G.
Sai C., anch'io ho un blog, anche se langue ormai inerte da diversi mesi. Un po' per pigrizia e un po' perché anch'io sono arrivato a non sentirmi più davvero libero di scrivere di me stesso, delle mie emozioni, dei miei malumori, delle mie (dis)avventure sentimentali, delle mie paranoie esistenzialiste, di fronte a un pubblico sempre crescente e non più anonimo. Sono qui a Roma nella mia stanzetta, mi sono appena fumato un cannone e sto ascoltando i Sigur Rös. Magari uno di 'sti giorni esco con TUA sorella. È un bel po' che non ci sentiamo, eh, vecchia spugna? Ho scoperto il tuo diario tramite Fede solo recentemente. Sai, ho un po' tagliato col "gruppo Dinamo": loro non mi cercano e nemmeno io mi faccio vivo. E allora ti accorgi di chi sono le persone che realmente a te ci tengono, che ogni tanto ti chiamano, ti mandano un segnale di vita, che sai che sono pronte ad ascoltarti nei momenti di difficoltà. E per qualcuno è solo la conferma di una certezza, per qualcuno una piacevole sorpresa, per un altro una profonda delusione, per qualcuno, forse, una stupida questione d'orgoglio.
E allora fanculo l'orgoglio! Sì! Fuck pride! Voglio essere io quello che tende la mano… Credo che tra noi sia necessario un chiarimento: per quello che è successo, per quello che non è stato detto, per quello che poteva essere taciuto, per gli equivoci, perché sei un vigliaccodimmerda e per il cazzo di suddetto orgoglio! Ma non voglio che questa storia faccia finire la nostra bella (?) amicizia, specie adesso che siamo così lontani. Quindi vorrei, quando alfin ci rivedremo, riparlare della vicenda con serenità, dire quel che va detto – al limite fasse 'na scazzottata catartica – e poi seppelli' l'ascia de guera e ffumasse 'nzieme er santissimo calumette daa pasce! (e qui, scusa, è uscito il nuovo romano che è in me!) Un giorno, lo so, ci ritroveremo "dove volano i condor", e ci racconteremo tutto quello che ci è successo in questi mesi. A proposito, tu quando torni? Per le elezioni o per i mondiali?
Per adesso goditi il tuo Viaggio, dottoredelbucodelcul! Agarra la onda, carpe diem, vivi ogni istante, parla con le persone, immergiti negli odori, ascolta ogni sapore, guarda ogni suono, respira ogni colore, tocca ogni pelle. (se non è psichedelia questa!) E continua a raccontarci le tue avventure, che tra l'altro non scrivi neanche così male. Per ora ti abbraccio.
Cuidate. PS: Oppure tu a tutto quanto questo non c'avevi nemmeno mai manco pensato, ed è tutta una mia paranoia esistenzialista…? Una testata, G.
Malco è tutto preso a sistemare le ultime cose prima della partenza: cerca agganci per un’accommodation a Roma, si accorda con CiccioBello per l’affitto del loft, tenta anche di piazzare Pollywood nel suo ufficio (ma non l’hanno presa, i bastardi); e intanto al lavoro vive una sensazione strana, si centellina quel poco che ha da fare per non annoiarsi troppo e finisce per accorgersi che alla fin fine non è poi così male, al capo ormai gli dà del tu, i colleghi gli dimostrano affetto, e poi quella biondina…
È tutto un “ci mancherai”, “come faremo senza di te?”, “lo stanzone non sarà più la stessa cosa”, “e adesso con chi parlerò di calcio?” (e molto probabilmente, alle sue spalle, “e mo’ chi se lo smazza il lavoro suo?”)…
E un po’ gli fa piacere, un po’ gli dispiace, sente quasi insinuarsi il preoccupante dubbio di aver fatto una gran cazzata a mollare tutto; la certezza vacilla, l’ansia sale, ma alla fine c’era da aspettarselo, in fondo è solo paura. Malco ormai un po’ si conosce: passerà e sarà stato giusto anche così…
Nel frattempo passa un’altra nottata animala con Serendipity, un weekend in compagnia di Roxanne ad abusare di THC, di nuovo un concerto dei Subsonica, a cantare (questa volta le canzoni le conosce bene) e ballare come un diciottenne, e uno della Bandabardò, a barcollare ma non mollare; e poi una serata al Goganga, dove scopre di ritrovarsi in mezzo a 6 compagni del liceo (!), e gli fa un po’ strano dopo tanti anni e tante storie…
Dunque…
(Sigla)
Il sabato in città
è d’uopo, si sa,
recarsi a far visita
alla genitrice…
Malco si presta ad alcuni lavoridauomo nella casa materna, gioca coi gatti, poi – un po’ per caso un po’ no – riapre una vecchia scatola dei ricordi: ne riaffiorano diari di viaggio, monete di lire (ma quanto sembrano lontane!), “ultimi” pacchetti di tutte le volte che il nostro Zeno ha provato a smettere di fumare, e infine l’epistolario completo della ex storica. La tentazione di leggere è forte – Malco è più nostalgico di un coyote ubriaco nelle notti di luna piena – ma alla fine preferisce evitarsi inutili sofferenze e saggiamente richiude il coperchio.
(fine dell’episodio)
Oggi piccolo intervento per asportazione verruca. Tutto liscio come l'olio: anestetico, laser e zac.
Così ho scoperto la lidocaina: 0,5 cc iniettati localmente mi hanno fatto provare stupefacenti sensazioni al pollice: formicolio, calore, perdita di sensibilità; ma nulla di spiacevole, anzi... Ne voglio ancora, ne voglio dippiù! Chissà che effetto fa schizzarsene qualche g in vena!
Ci sarebbe da raccontare delle giornate di torpore a Laigueglia, di un salto a pranzo a Montecarlo (c’è odore di disinfettante, cloro, nonsoché, nell’aria), del relax a cinque stelle a Saint-Tropez a viziarci con servitù multietnica e pasti luculliani (memorabile rimarrà il mio DOPPIO dessert DOPPIO), degli aperitivi sotto il portico cullati dalle dolci note di Fragile, di auto da straricchi e (guarda caso!) strafighe, di pokerini tra vecchi amici e spiagge gay, di yacht e schiaffi alla miseria, di sunset-party con la sabbia effervescente di bollicine e l’aria l’impregnata dell’odore dolciastro del Piper Heidsieck etichetta rossa…
Ma sono tempi ormai lontani.
Vorrei parlarvi dei tatuaggi di Bigio, della goduria di quella doccia da
Ma non posso, ho troppe cose ancora da raccontare (… per chi vuole ascoltarmi, e a culo tutto il resto …).
Dovrei narrarvi di
Ma non c’è tempo.
Vorrei riportare che il mio librodelviaggio è stato Surviror di Palahniuk, che ho avvistato a Copenhagen nuove magliettine di tendenza dernier écri con foto segnaletiche in tinte acide di Bill Gates, Jane Fonda, ecc. o con scritta: WILL FUCK AT FIRST DATE!, che contro-aspettativa nei rapporti con le tipe gli italiani ormai sono malvisti, quasi bruciati in partenza, che ho sfoggiato con orgoglio un poliglottismo che ha spaziato da un russo rudimentale a un tedesco essenziale, fino a scioglilingua dialettali recuperati chissà dove tra i foglietti svolazzanti nel mio cervello, tipo:
- Fugge Fuggia nun pe’ Fuggia ma pe’ fugge’ (Evita la ridente cittadina garganica non tanto per la città in sé quanto per i suoi abitanti)
o
- Pa’ vi’ ‘e Pavia pav’je (Sulla strada per il Ticino pago io)...
Ma non è questo il punto.
Mi piacerebbe dilungarmi sulle ore passate in macchina ascoltando Subsonica, Cake, Bennato, Stones, Cat Stevens per gli hangover, Vasco, a parlare di figa e geopolitica, psicanalisi e investimenti immobiliari, droga e alta finanza; sulle conversazioni sui nostri rapporti con le donne, sulle ex, sulle nostre famiglie; sulle lezioni di storia del professor S., sulle “magnum” alla Zoolander, sui sogni in rubamatic, sul progetto dell’ostello, e sui silenzi – sì, mi prendo anche quelli…
Ma non voglio annoiarvi, troppi sono i ricordi.
Vorrei farvi ridere con qualche gag, tipo:
M: Skizzo, Riga dritto!
S: Perché, che ho fatto di male?
Ma c’è dell’altro.
C’è che vorrei raccontare a tutti che Skizzo è davvero un grande amico, che siamo stati benissimo assieme, che ci complementiamo-ci rispettiamo-ci sosteniamo-ci ascoltiamo-ci divertiamo-ci capiamo ben più di 10 anni fa.
Grazie, bro’, con te mi sento davvero di poter essere realmente me stesso!
E poi solo un vero amico ti fa da maestro e spalla, ti accompagna e guida nella tua serata fortunata e alfine, per lasciarti campo libero, se ne va a dormire in macchina, felice e contento per te.
Infine, sono lieto di comunicarvi che ieri ho rassegnato le mie dimissioni dall’azienda per cui lavoro, e tra un mese mi trasferisco nella capitale.
Che poi, come diceva un grande (ma perché non scrivi più, bastardo!), perché si dice RASSEGNARE le proprie dimissioni?
Io dovrei dire che ho RALLEGRATO le mie dimissioni!!
E intanto, così, SILENZIOSAMENTE, questo blog ha compiuto un anno.
La collega del giornale è una cozza che mi sta dietro da una vita. Si sta bene insieme, si ride e si parla ma proprio non mi attrae. Lei si è pure dichiarata (come se non l'avessi capito) e così, flirtando un po', tra uno scherzo e l'altro, un giorno - sarà stato gennaio - mi estorce la promessa che se non si fosse trovata un fidanzato entro luglio le avrei concesso il mio corpo per una calda notte di passione. Io acconsento, ché tanto luglio è lontano, magari si dimentica, e poi in sei mesi chissà cosa succede... Intanto, però, lei continua a ricordarmi il nostro patto e luglio si avvicina, lei vive pure una breve storiella con uno ma torna all'attacco, io sbruffone "non vale più, hai violato le condizioni, non ti sei mantenuta illibata per me", ma lei continua a insistere, io allora "guarda che è una vita che non scopo, è una guerra tra poveri, a 'sto punto sei tu che fai un favore a me" e comincio a pensarci seriamente. Finché una sera, un po' ubriaco, la smessaggio: "ok, stasera! e muoviti prima che cambi idea!". Cinque minuti dopo suona il campanello. Apro, scoppiamo a ridere ma è solo per imbarazzo, imbarazzo totale: allora baciamoci, non ci riesco, vabbe' è meglio se vado a casa, sì dai, siamo troppo amici, va bene così, ci abbiamo provato, però aspetta un momento, non hai qualcosa da bere?, ti faccio vedere un po' di foto... così ci distraiamo un attimo, io inizio a tracannare rum e la tensione si scioglie un po'. Alle 4.30 finalmente finiamo a letto, spengo la luce e si riesce a concludere... ma che tristezza, godevo di più a farmi una sega, e in più lei è totalmente passiva: mi aspettavo una maiala arrapata e mi ritrovo una pecorella inesperta; cazzo, sono 5 anni che vuoi venire a letto con me, finalmente ci siamo, eccheccazzo dico io: fammi sentire quanto hai voglia di scopare con me, toccami, stringimi, rigirami, strizzami, insomma ribaltami... e invece cosa fai? rimani lì ferma come una bistecca! Neanche fossi io quello che ha insistito tanto...
Al mattino lei scappa via mentre ancora dormo. Per fortuna.
In ufficio, dopo solo 2 ore di sonno, sto malissimo, mi bruciano gli occhi come si ci avessi piantati mille spilli, alla nausea per il pampero liscio si unisce la vergogna, il senso di colpa, il ribrezzo, il pentimento. Pensavo di scoprirmi un po' galvanizzato dal fatto di avere finalmente scopato, e invece sono solo schifato da me stesso.
Non ce la faccio, non sono proprio un tipo capace di fare cose del genere a cuor leggero.
Voglio il sentimento, io.
Sono un fottuto romantico, cazzo!
Venerdì sera, con lo stomaco chiuso e il cervello stanco, mi lascio trascinare da alcuni amici a Vigevano al concerto dei Subsonica, gruppo che in realtà conosco ben poco.
La location – l’interno del castello trecentesco – sarebbe anche molto suggestiva, se non fosse per la piaga biblica delle zanzare: ce ne sono a milioni, incarognitissime, soltanto nella zona dei laghi in Finlandia ne ho viste così tante; i venditori ambulanti di Autan fanno affari a palate!
Poi calano le tenebre, le zanze magicamente si disperdono, s’alza pure una piacevole brezzolina, e incredibilmente mi si apre davanti un perfetto corridoio visuale tra le teste degli spettatori, che mi fa sentire
Le prime canzoni scorrono distrattamente, Samu è un po’ a corto di fiato e io non conosco affatto i brani. Finché, a un certo punto, per quella strana distorsione per cui, quando abbiamo un pensiero fisso in testa, ci sembra che ogni cosa – un film, un libro, un discorso – sia rivolta a noi e ci stia mandando un segnale forte e chiaro sulla nostra situazione, ascolto per la prima volta queste parole, e mi convinco ancor più definitivamente della mia scelta.
Sono battiti di un’altra età che hai dimenticato, Ho deciso.
come pagine spente di un sogno stropicciato
in piccoli tormenti, in quotidiane avversità,
fragili ricordi che chiamavi libertà.
Per un sorso di opportunità a quanto hai rinunciato,
per un brivido di vanità quanto hai già tradito.
Basta un solo attimo a contrarre la viltà,
basta fare finta che si chiami libertà.
Battiti...
Guardi nel vuoto che verrà
cerchi tra fretta e ambiguità
quanto coraggio ancora c’è
quanto si chiama vivere.
Un salto nel vuoto che verrà
costa di più di una realtà
persa in un quasi vivere
scelta per non decidere.
Libertà è una parola di fumo, un dato per scontato,
libertà è come un segno di croce automatizzato.
Se non sai distinguerla lei ti abbandonerà,
se non sai difenderla non ti accompagnerà.
Battiti...
Guardi nel vuoto che verrà
cerchi tra fretta e ambiguità
quanto coraggio ancora c’è
quanto si chiama vivere.
Un salto nel vuoto che verrà
costa di più di una realtà
persa in un quasi vivere
scelta per non decidere.
Guardi nel vuoto che verrà
cerchi tra freddo e ambiguità
quanto coraggio ancora c’è
quanto si chiama vivere.
Un salto nel vuoto che verrà
vale di più di una realtà
persa in un quasi vivere
scelta per non decidere.
Guardi nel vuoto che verrà
cerchi tra fretta e ambiguità
quanto coraggio ancora c’è
quanto si chiama vivere.
Vado a Roma.
Qualcuno lassù in alto si diverte a giocare con la mia meteoropatia e ha impostato un cielo-stile-2-novembre come sfondo del desktop di questi ultimi giorni di primavera.
Il risultato è un umore incerto, su cui poggia uno stato di tensione febbrile.
Sono agitato, sì. Per la scelta che sto affrontando – che in concreto ho più da perdere che da guadagnare –, per le paure e i mille dubbi, per le infinite snervanti discussioni con i miei, perché, per una volta che forse trovo il coraggio di dare ascolto al cuore, vorrei ricevere un po’ di sostegno e non sentirmi ribattere solo fredde obiezioni razionali, perché io una decisione non sofferta non sono proprio in grado di prenderla…
... nemmeno quando si tratta di scegliere il pub della serata, figuriamoci quando c’è in ballo la mia vita!
“È finita
Sabato sera solita festa del Moci alle solite ex cartiere Binda, Malco si mette la faccia da party e finge, senza troppa convinzione, di essere di buonumore. Troppa gente, tanta patata, mille chiacchiere di circostanza, nessun discorso degno di essere ricordato, un paio di figure di merda con qualche tipella, zero numeri di telefono recuperati, un numero imprecisato di gintonic bevuti, aumentato dalla generosità degli amici al bancone del bar.
Malco rientra a casa che è giorno fatto (come del resto è lui stesso) – i dannatissimi uccellini cinguettano senza sosta, apposta per ricordargli che al risveglio la coscienza si pentirà della serata e il fegato chiederà il conto – e per concludere degnamente la nottata, in un empito di disfattismo, il tipo pensa bene di fumarsi la più inutile delle sigarette, rischiando di mandare a monte l’unico proposito serio a cui stava davvero tenendo fede.
Il giorno seguente, naturalmente, il nostro eroe presenta tutta la tipica sintomatologia del doposbornia e giace sul letto in stato larvale con una pezzuola fredda sulla fronte, un malditesta da record e uno scazzo che neanche un milanista mercoledì sera…
La domenica prevedeva in origine un fitto programma denso di proposte, ma alla fine l’hangover prevale e Malco decubita sul divano e intanto:
- si perde l’arrivo del Giro
- manca al battesimo di una nuova cugina a Genova
- buca clamorosamente il concerto gratuito in Piazza del Duomo
- boicotta una (probabilmente pallosissima) serata con i colleghi,
mentre nella sua testa si alternano vorticose mille fantasie sulle sue possibilità parallele: volontario umanitario in Africa, studente di master a Roma, emigrante in cerca di fortuna in Australia, attivista di Greenpeace, tranquillo impiegatino perennemente insoddisfatto nella cittàsenzacolori…
Ma possibile che uno a 30 anni non abbia ancora deciso nemmeno in che CONTINENTE vuole vivere?
Lunedì sera, invece, il cugino Gandi, forse mosso a compassione dal tono di voce dell’amico al telefono, lo sorprende con una proposta insolita anzichenò: lo invita fuori come una bella figa, lo passa a prendere e gli offre una piacevolissima cenetta in quel bel ristorantino romano di cui si diceva.
Ritemprato nello spirito e con la panza piena, Malco si risolleva, gli sembra quasi, per un attimo, di essere felice...
E poi già pregusta la vacanza: lo aspettano quattro giorni in campeggio in Toscana con Fratello Skizzo per un simpatico corso di kite-surf, tanto per fingere di essere figo…
Innanzitutto c’è che ho 30 anni, che quel fottuto 2 davanti se n’è andato e non ritornerà mai più; e c’è quella sensazione di ultima spiaggia, che se non la cambio adesso, questa mia vita del cazzo, poi sarà troppo tardi e senza neanche accorgermene mi ritroverò a 40 anni con due marmocchi la station wagon il cane. Ma è poi una prospettiva così terrificante, mi domando a tratti? Dopotutto ciò che desidero è soltanto un po’ più di serenità…
Mi ripeto che è ora di smetterla di lamentarsi e vedo solo due possibili soluzioni al problema: a) cominciare finalmente a vedere il bicchiere mezzo pieno e farmi andare bene quello che ho (“Felicità non è possedere ciò che si desidera, ma desiderare ciò che si possiede”, diceva Nonsopiuchi e continuo a ripetermi, nella speranza di convincermene), oppure b) trovare da qualche parte (nella disperazione?) la forza di vincere le mie paure e la pigrizia, mollare tutto e inseguire le mie chimere con quel coraggio e quella convinzione che finora solo a parole sono riuscito a trovare.
E forse è proprio questo che sto facendo, forse sto cercando di toccare il fondo della depressione per trovarvi la forza di CAMBIARE. Perché da un lato mi terrorizza la prospettiva del binario segnato della normalità, sogno una vita piena di avventure-donne-sbronze memorabili-viaggi-incontri-lingue straniere-letti sconosciuti, ma dall’altro sono abitudinario-pigro-pantofolaio-troppo legato alle mie proprietà e alle mie idiosincrasie, e devo purtroppo ammettere che, quando ben mi è capitata l’occasione di grandi esperienze di vita (Erasmus, anno di liceo all’estero), per un motivo o per l’altro mi sono sempre tirato indietro.
C’è un’immagine che mi ha colpito nel libro che mi tiene sveglio in queste notti (Una Mercedes bianca con le pinne – fantastico! ma questo è un altro discorso, meriterebbe un post a se stante…). È l’immagine di una comoda poltrona in cui ci si adagia sempre di più, e a mano a mano che ci si affonda diventa sempre più comoda e risulta sempre più difficile alzarsi: ecco, io mi sento proprio in quella fase lì, quando sei indeciso se fare la fatica di alzarti o lasciarti sprofondare mollemente. E mi sento che questa scelta non si può più rinviare, e mi angoscio ogni giorno che passa…
Nel frattempo:
malco
Malcom X
Malcolm McDowell
mal comune …
malcostume
malcontento
un rom alcolizzato
ma‘l coso ‘ndo stà?
Nonostante l'approccio festaiolo-etilico al suo compleanno, Malco è in piena crisi dei 30 anni, tra propositi ultrasalutisti, sogni infranti e incertezze tardoadolescenziali. Insomma, il solito irriducibile Peter Pan insoddisfatto, che oscilla tra un nirvana ascetico e un samsara autodistruttivo... Narciso e Boccadoro, è sempre la solita vecchia storia...
Nel frattempo gode della generosità genitoriale e se ne va in Germania con la mutter a sperimentare il nuovo gingillino digitale regalatogli dal suo vecchio.
Auf wiedersehen!
Rose spedite!
Bigliettino - trovato casualmente in Feltrinelli ma azzeccatissimo - con frase del Piccolo Principe (1° riferimento a una nostra serata, quando lei mi recitò il pezzo della volpe che dice "Addomesticami" ...): "È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante".
Dedica con Buon Compleanno in danese (2° riferimento alla stessa serata), poi "Non potevo dimenticarmene, lo sai..." e la mia iniziale.
Nient'altro. Niente numero di telefono né altro recapito.
Al momento nessuna risposta, CVD.
Ma io non sto aspettando, giuro. Va bene così.
Gioire perché hanno finalmente hanno riempito il Naviglio; deprimerti perché nessuno commenta mai il tuo blog; fare lo scrutatore alle elezioni, considerare che l’Italia è proprio un paese di vecchi, poi goderti un giorno di riposo e gustartelo come quando bigiavi a scuola; proprio al seggio rivedere la tua vecchia maestra delle elementari; prendere l’ennesima fottuta multa per passaggio col rosso (150 euro e -6 punti sulla patente – porco D*o!); andare a una festa di lesbiche e scoprirti molto più a disagio che arrapato; aver voglia di andare a vivere in Puglia visti i risultati delle ultime elezioni; cercare di smettere di fumare canne; non riuscire a trovare un canale che non parli della morte del Papa (prima, durante e dopo); non aver voglia di dire niente riguardo al de cuius, perché non c’è niente che non sia già stato detto; aver voglia di cambiare tutto della tua vita, e nel contempo aver paura di farlo; essere stufo dei soliti amici, le solite serate, i soliti locali – ma quanto tempo è che non ti diverti?; commuoverti guardando Shrek2; ripercorrere i corridoi della tua scuola elementare; sentirti banale e ignorante perché gli altri blog sono tutti molto più interessanti del tuo, aggiornati più frequentemente, pieni di citazioni che non cogli, fatti da gente che sa scrivere da dio e che ha letto duemila libri; aprire un altro blog, segreto (e senza contatore!), per sentirti davvero libero di postare quel cazzo che ti passa per la testa, senza dover per forza impegnarti ad essere arguto profondo originale spiritoso (o forse sei solo schizofrenico); non avere nessuna voglia di andare ai vari trendy-aperitivi del Salone del mobile; fare le tue belle riflessioni sui 30 anni imminenti; flirtare via mail con una tua ex brasiliana ricomparsa dai meandri del web e subito riuscire a far scappare anche lei; scoprire che esiste davvero il Club dei Grandi Viaggiatori di cui tuo nonno millantava sempre di essere socio; fare un test del Q.I. (per di più in inglese e di sgamo al lavoro!) e scoprirti “più intelligente del 98% della popolazione mondiale”, ma domandarti a che cazzo serve se non riesci nemmeno ad essere un po’ felice...
asha
body
broono
cielosenzanuvole
fight blog
il dessa
il fantamorto 2005
indaleo
la rò
libanese
marcello rubini
mullah
mysushi
neal
nike
noantri
pollywood
pornoromantica
slobodan
succo
tollina
un blog di quiz
x§onalità confusa
_LA MIA HOME PAGE
aforismi
appunti mentali
a momentary lapse of reason
brutte notizie
cattiva maestra televisione
lettere dal fronte
le grandi inchieste di malco
navigando qua e la
post postumi
puffo quattrocchi
riflessi di versi
*loading*fancazzisti non hanno trovato di meglio da fare che passare da queste parti